Foto: US DOJ

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America sta per lanciare una revisione antitrust per i principali colossi tecnologici degli Stati Uniti, che stanno soffocando illegalmente la concorrenza, quanto riferito dal The Wall Street Journal.

Foto: US DOJ

Foto: US DOJ

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sta esaminando le piattaforme online che “dominano la ricerca su Internet, social media e i servizi al dettaglio,” quali Amazon, Google, Facebook e Apple.

 

Il Dipartimento di Giustizia esaminerà i problemi di gestione su come i colossi tecnologici, che hanno una forte crescita in dimensioni e come si espandano in business alternativi. Il Dipartimento di Giustizia sarebbe anche interessato su come i colossi tecnologici americani abbiano sfruttato la loro potenza, che arriva da un’ampia rete di utenti, quanto riferito da un ufficiale.

La revisione dell’antitrust cercherà ulteriori “informazioni”, dai partecipanti dell’industria ed eventualmente le aziende tecnologiche.

Non ci sono degli obiettivi ben definiti per l’indagine, invece di determinare dove ci sono problemi con l’antitrust che devono essere risolti, ma alcuni ufficiali del DoJ (Dipartimento di Giustizia), hanno detto che “è già disponibile una vasta gamma di opzioni”.  Le pratiche delle altre aziende che fanno sorgere dubbi e problemi sulla conformità con la legge, che non può essere ignorata.

L’indagine è separata dalle varie prove, vociferate da Google, nella quale Google sembra impegnata illegalmente in pratiche di monopolizzazione.

L’FTC e ed un sottocomitato della Casa Bianca, sono sotto indagine per aver condotto pratiche anti concorrenza tra i maggiori colossi americani e, la scorsa settimana, gli esecutivi di Facebook, Google, Apple e Amazon, dovranno testimoniare prima del Congresso.

In questi ultimi giorni, multinazionali e start up, stanno discutendo sul tema Privacy; e questa è l’ora ideale. Viste tutte le varie violazioni di dati e scandali legati alla privacy, nei recenti anni, ora le persone diventano più consapevoli di come i propri dati vengono trattati e gestiti online.

Apple VPN

Il 2019, è l’anno dei servizi, che le varie aziende, sia multinazionali che start up, offrono. I vari servizi che le aziende offrono, sotto forma di abbonamento, come: pensa a Spotify, Netflix, Office 365, piani di Cloud Storage a pagamento come Dropbox, e molti altri. Il settore ama questi servizi perché garantiscono un flusso dei guadagni, nella quale l’azienda può contare, per migliorare.

L’azienda tecnologica che ha presentato molti servizi quest’anno, è la Apple. Per decenni, ha venduto nuovi dispositivi ai clienti, anno dopo anno. Ma negli ultimi anni, la percentuale di persone che aggiornano il proprio smartphone è in aumento, da una media del 22,7 mesi nel 2016 a 24,7 mesi nel 2018.

Il motivo per cui la Apple si sta focalizzando ultimamente molto sui servizi, come: Apple News+, Apple TV+ e Apple Arcade. Oltre agli altri servizi come Apple Music e il piano in abbonamento di iCloud. Sono questi, i cinque servizi che la Apple spera  in una crescita, come è stato per i dispositivi hardware, che hanno avuto un importante effetto sul mercato.

Confusione sulla scelta di una VPN

La scelta di una VPN, quindi di un servizio affidabile, che offra un servizio VPN, affidabile e sicuro, è sempre una scelta ardua da fare, affidarsi sul migliore fornitore di VPN.

Senza l’utilizzo di una VPN, ogni attività che viene svolta su Internet, come ogni sito che visiti, il tuo fornitore di servizi può vedere ogni tua attività sul web. Dal web, si può dedurre che c’è un ammontare illimitato di informazioni specifiche su di te, come: come passi il tuo tempo libero, se sei incinta, le tue condizioni di salute, le tue affiliazioni religiose e politiche, quando vai a letto, dove vai a mangiare e tanto altro. I fornitori di servizi, possono ora legalmente inviare molte di queste informazioni, che loro raccolgono su di te, questo significa che il tuo diritto alla privacy è inutile.

Utilizzare un VPN rende la propria attività sul web sicura, senza preoccuparsi di altro, ma il vero problema sta nel affidarsi ad un vero ed affidabile servizio VPN, per questo che molta gente si confonde, esistono tanti servizi VPN, ma trovare quello affidabile, può risultare un’impresa!

Molti clienti sanno che avere una VPN che metta in risalto le corrette politiche sui log  (un file di testo, contenente tutta l’attività che è stata svolta, dall’ora, il giorno, luogo e tanto altro) o perché la posizione del server è importante, in questo modo è difficile prendere una decisione su quale VPN scegliere.

Esistono molti servizi di VPN, ognuno con differenti prezzi, pro e contro rispetto l’una e l’altra e molti altri fattori, tra cui la sicurezza, che è un fattore MOLTO importante, che non deve essere negato.

Ogni servizio ti da la possibilità di impostare la VPN sul tuo PC, smartphone e tablet, per offrirti una sicurezza con ubiquità. Molti fornitori di VPN hanno oltre ad un unico sito (anche la rispettiva applicazione mobile).

Apple vende già il modello privacy as a service

La complessità nella scelta di una VPN e la difficoltà nella configurazione su tutti i propri dispositivi, lascia agli utenti una grande lacuna, ma le aziende di fiducia, potrebbero offrire il servizio VPN che “funziona” con una configurazioni con praticamente zero vincoli.

Questa azienda dovrebbe essere la Apple. La società, ha una lunga storia, per rendere le cose semplice da usare. Pensa ad iTunes Music Store lanciato il 28 giugno 2003, che ha permesso di trovare e acquistare musica di alta qualità.

FileVault di Apple, la tecnologia che permette di criptare l’intero disco, semplice come cliccare su di un bottone.

iSync, la soluzione originale di Apple, anch’essa lanciata nel 2003, la quale permette di avere i calendari, contatti e altre informazioni aggiornate su tutti i dispositivi.

Ad un certo punto, tutte queste cose erano inutilmente complesse, fin quando non è arrivata Apple, e ha reso tutto questo più facile. Questo è ciò che Apple ha bisogno  di fare per la VPN, così i i suoi tradizionali clienti, possono rimanere più sicuri, sulla privacy online tramite i dispositivi Apple.

L’attuale Bundle di questa VPN potrebbe diventare iCloud. Apple potrebbe offrire un servizio “iCloud VPN” a tutti i clienti iscritti ad iCloud.

Apple, a questa WWDC, ha presentato un prodotto “privacy as a service” chiamato HomeKit Secure Video. La funzionalità funziona con le videocamere di terze parti da casa e memorizza i filmati registrati, utilizzando un formato di cifratura end-to-end dell’utente su iCloud Drive. Nessuno potrà vedere i tuoi video di sicurezza, non Apple e altre aziende, produttrici di videocamere di sicurezza.

Un piccolo passo per Apple

Se Apple non farà un bundle con il servizio iCloud VPN, sfruttando l’attuale piano di iscrizione di iCloud, potrebbe venderlo come servizio separato.

Una VPN di facile utilizzo, con marchio Apple, permette di dimostrare che l’azienda aiuterà gli utenti a proteggere i propri dati, cosa che i regolatori e gli altri giganti della tecnologia non fanno.

Tim Cook sul tema della privacy è molto rigoroso, lui ha detto che la Apple crede che “la privacy è un diritto umano fondamentale”.

La U.S. Federal Trade Commission ha votato per l’approvazione di un pagamento, che Facebook, il colosso americano, social network di Mark Zuckerberg, nella quale Facebook dovrà pagare una maxi-multa da 5 miliardi di dollari per lo scandalo legato alla privacy, su Cambridge Analytica.

Foto: Cambridge Analytica

Foto: Cambridge Analytica

La questione è stata spostata verso la divisione civile del Dipartimento di Giustizia e non è ben chiaro quanto tempo servirà per finalizzare la questione. I controlli del Dipartimento di Giustizia sono parte delle procedure della FTC (Federal Trade Commission), ma solitamente il risultato di una decisione presa della FTC.

La soluzione includerà altre restrizioni governative su come Facebook tratta la privacy degli utenti. I termini aggiuntivi dell’accordo non potranno essere appresi nell’immediato.

Lo scandalo riguarda i dati l’azienda Cambridge Analytica, dove venivano memorizzati i dati di decine di milioni di utenti Facebook, senza il loro consenso, per la creazione di annunci politici mirati, durante le campagna del 2016.

Foto: Facebook

Foto: Facebook

La raccolta dei dati arriva tramite un’applicazione chiamata “This is your Digital Life” che tradotto significa “Questa è la tua vita digitale”, nella quale richiedeva agli utenti di completare il sondaggio per un uso accademico. In realtà, i permessi delle applicazioni permettevano di raccogliere le informazioni personali, non solo degli utenti Facebook che hanno compilato il sondaggio, ma anche degli amici.

Facebook ha rinnovato le pratiche sulla privacy, in funzione dello scandalo, ma l’azienda è tutt’ora sotto indagine, le autorità di regolamento su molteplici problemi di sicurezza e hanno segnato un significativo momento di sforzi per aumentare la consapevolezza sulla privacy digitale.

Apple, come per lo scorso anno, oggi ha tenuto la sfilata annuale a San Francisco sul Pride, che è uno degli eventi più importanti che si tengono nella nazione, dove ci sono, ogni anno, sui 100.000 spettatori durante l’evento. I dipendenti Apple, anche loro alla sfilata, in prima fila, con in mostra, un grande telone bianco orizzontale, con il logo Apple in tema Pride.

Il CEO di Apple, Tim Cook era anche lui alla sfilata, tra la folla pronta a farsi un selfie con lui, durante la parata. Oltre al CEO di Apple, c’erano anche altri dirigenti Apple, tra cui il nuovo dirigente, Deirdre O’Brien.

Foto: Instagram - @deidre.at.apple

Foto: Instagram – @deirdre.at.apple

Apple ha celebrato il Pride in diversi modi, durante l’anno, incluso il lancio del cinturini dell’Apple Watch Sport a Giugno. Il nuovo cinturino dell’Apple Watch, con il design in tema Pride, seguendo il tema, con l’arcobaleno, in Nylon intrecciato, cinturino rilasciato nel 2017 e nel 2018.

L’azienda ha donato questi soldi, in supporto, alla LGBTQ, e Cook, ha ricevuto un premio campione, per la sua lotta ed impegno, sulla battaglia per i diritti della LGBTQ. Tim Cook ha da poco dichiarato, “Sono grato alla GLSEN per questo onore e per tutti i lavori alla comunità LGBTQ” che viene trattata con dignità e rispetto.”

Apple ha da lungo fornito il suo supporto verso le cause della LGBTQ, come i matrimoni dello stesso sesso, rispetto delle persone dello stesso sesso, in funzione di rispetto e punire ai sensi della legge, chi parla male, discrimina o altro.

Prima del 2014, prima di dire che fosse Gay, il CEO di Apple, Tim Cook, combatteva già ai tempi, per l’uguaglianza, e sulle leggi razziali dei tempi, dove non c’era alcun rispetto per questo argomento, tematica molto sensibile.

Foto: Jony Ive

Jonathan Ive, o semplicemente Jony Ive (nato a Febbraio 1967, Londra, Inghilterra), è un designer industriale Britannico e della Apple Inc. E’ stato l’esecutivo che era responsabile per la creazione del design integrale dei personal computer e non solo.

Foto: Jony Ive

Foto: Jony Ive

Ive aveva studiato all’Università, arte e design alla Newcastle Polytechnic (ora Northumbria University). Dopo essersi laureato nel 1989, aveva fondato Tangerine, una società di consulenza sul design a Londra, che contava sui clienti della Apple. Nel 1992 Apple aveva offerto a Ive una posizione a tempo pieno, nella sede a Cupertino, California. Ive accettò, ma solo quando Steve Jobs era tornato alla guida dell’azienda, come CEO (Chief Executive Officer) nel 1997, dove si faceva sentire il reale impatto sul design e sulla passione di Ive.

Lavorando con i computer, Ive, a partire dall’anno 1997, diventò Vice Presidente Apple del Design Industriale, affascinato dai computer, che diventavano eleganti, toccabili e sensibili al tocco. Facile e semplice da utilizzare – erano le sue parole – dove “l’attenzione ossessiva ai dettagli che venivano trascurati.”; nel 1998, il design degli iMac di Ive, venivano presi sotto varie criticità e disprezzo, dove i computer sembravano delle caramelle e avevano un design arrotondato, dove all’interno si trovavano i vari componenti, dove l’iMac del 1998, era un prodotto di alto design. Il design di quei tempi, Ive lo definiva un design che poteva riformare la struttura del processore, che era all’interno, per essere ben posizionato all’interno della macchina, mostrando sia il design esteriore dell’iMac ma anche l’interno della macchina, come simbolo di quel prodotto. Erano state venduti due milioni di iMac, nel 1998, dando all’azienda un alto profitto, fino al 1995.

Foto: iMac G3, progettato da Jony Ive, 1998. Carl Berkeley

Foto: iMac G3, progettato da Jony Ive, 1998. Carl Berkeley

Oltre al design dell’iMac, Ive continuava a dare sempre il meglio, per massimizzare l’efficienza e la convenienza agli utenti. Il Power Mac G4 Cube del 2000, poteva essere rimosso con semplicità, da un singolo pezzo di plastica, che ospitava gli accessori interni e curava l’aria che circolava liberamente al suo interno, attraverso il nucleo sospeso, ovviando alla necessità delle ventole rumorose.

Il processore, dischi, la tecnologia Wireless e anche l’alimentazione elettrica incorporata nell’ampia base da 26,9 cm del pannello piatto dell’iMac del 2002, ha fatto diventare il prodotto più venduto di quell’anno. Il PowerBook G4 del 2003, lanciato sul mercato come il laptop più leggero e sottile, con uno schermo LCD da 43 cm, una tastiera retro-illuminata e l’ultimo standard wireless tecnologico disponibile e anche molte altre caratteristiche che hanno portato la visione di Ive delle comodità di casa al computing on the road.

Nel 2003 Ive era stato nominato come Designer dell’anno, dalla Design Museum. Il costo era di £ 25,000 (sui $ 41,000) ed era stato premiato ogni anno dal museo di Londra per essere un designer nato o che si trovava nel Regno Unito, dove Ive, veniva riconosciuto come il pioniere del design per via dei pannelli piatti degli iMac dell’anno 2002.

Ive era diventato il Senior Vice President di Apple, del design industriale nel 2005; alla Apple, Ive continuava a sviluppare il design di prodotti popolari come l’iPod, un riproduttore di musica MP3 portatile (introdotto per la prima volta nel 2001) ma anche, il design dell’iPhone (2007).

Nel 2008, Ive aveva vinto otto Penne Nere, il prestigioso premio D&AD (Design & Art Direction). Nel 2012, Ive e il suo team, erano stati nominati come il migliore studio di progettazione degli ultimi 50 anni dalla D&AD e tre anni dopo che aveva assunto delle importantissime responsabilità, divenne il CDO (Chief Design Officer) della Apple. Comunque, nel 2017, Ive aveva riacquisito il controllo diretto del product design (design dei prodotti). Ive era stato anche il Commander of the Order della British Empire (CBE) nel 2006 e Knight Commander (KBE) nel 2012.