Il top security chief di Apple ha parlato Domenica 7 ottobre al Congresso degli Stati Uniti, riferendo che non ha trovato alcun indizio di trasmissioni sospette o altre evidenze sulle catene di fornitura in Cina che siano state compromesse (tramite Reuters).

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In una lettera al Senato e al Comitato di Commercio interno, il Vice Presidente della Apple per la sicurezza informatica George Stathakopoulos ha scritto che l’azienda ha ripetutamente indagato e non ha trovato alcuna evidenza per supportare Bloomberg Businessweek’s bombsheel report su questi presunti minuscoli chip all’interno dei server di Apple, nel quale consentiva la trasmissione di backdoor alle spie Cinesi.

“Gli strumenti di sicurezza proprietari di Apple hanno continuamente effettuato analisi per fare un check sul traffico fuori banda, per verificare l’esistenza di malware o altre attività sospette. Non è stato trovato nulla,” Lui scrive in una lettera fornita a Reuters.

Stathakopoulos ha ripetuto le dichiarazioni di Apple alla stampa che non avrebbe trovato alcun chip impiantato o che sia stato contattato dall’FBI sulla presunta questione. La lettera segue una dichiarazione rilasciata di Sabato dal U.S. Department of Homeland Security dicendo che non c’era motivo di dubitare delle aziende che negavano di aver mai scoperto la presenza di un minuscolo chip.

Apple, Amazon e Supermicro hanno fortemente confutato la relazione nel quale afferma che l’Intelligence Cinese abbia impiantato dei microchip nei server di Supermicro, nel quale Apple e Amazon hanno precedentemente usato i loro data center.

Nonostante sia stato negato, che sono stati sostenuti anche dall’agenzia nazionale per la sicurezza informatica del Regno Unito, il consigliere generale Apple in pensione Bruce Sewell e altri dirigenti senior non nominati di Apple, Bloomberg ha dichiarato di mantenere il suo rapporto fino a Venerdì, ma non ha risposto alle richieste di commento di Domenica.

Fonte: Reuters