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Giphy

Facebook e GIPHY

Facebook ha annunciato l’acquisizione di GIPHY, la piattaforma di condivisione delle GIF e si unirà al team di Instagram. Instagram supporta oramai da anni al ricerca GIPHY nelle Storie, ma Facebook ha affermato che “integrerà ulteriormente’ la libreria GIF della piattaforma, nell’app Instagram e altre app di facebook.

Secondo quanto riferito, la somma dell’acquisizione da parte di facebook è di circa 400 milioni di dollari.

L’azienda mira a rendere ancora più semplice trovare GIF e adesivi nelle storie e nei direct di Instagram. GIPHY  continuerà a gestire la propria libreria di GIF e adesivi, mentre Facebook investirà nella tecnologia dell’azienda e nelle relazioni con contenuti e partner API.

L’accesso GIPHY su facebook consente agli utenti di cercare e pubblicare GIF nei commenti. Sia GIF che adesivi sono supportati nelle storie di Facebook, Instagram e nella messaggistica diretta, come anche per WhatsApp di Facebook.

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Foto: US DOJ

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America sta per lanciare una revisione antitrust per i principali colossi tecnologici degli Stati Uniti, che stanno soffocando illegalmente la concorrenza, quanto riferito dal The Wall Street Journal.

Foto: US DOJ

Foto: US DOJ

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, sta esaminando le piattaforme online che “dominano la ricerca su Internet, social media e i servizi al dettaglio,” quali Amazon, Google, Facebook e Apple.

 

Il Dipartimento di Giustizia esaminerà i problemi di gestione su come i colossi tecnologici, che hanno una forte crescita in dimensioni e come si espandano in business alternativi. Il Dipartimento di Giustizia sarebbe anche interessato su come i colossi tecnologici americani abbiano sfruttato la loro potenza, che arriva da un’ampia rete di utenti, quanto riferito da un ufficiale.

La revisione dell’antitrust cercherà ulteriori “informazioni”, dai partecipanti dell’industria ed eventualmente le aziende tecnologiche.

Non ci sono degli obiettivi ben definiti per l’indagine, invece di determinare dove ci sono problemi con l’antitrust che devono essere risolti, ma alcuni ufficiali del DoJ (Dipartimento di Giustizia), hanno detto che “è già disponibile una vasta gamma di opzioni”.  Le pratiche delle altre aziende che fanno sorgere dubbi e problemi sulla conformità con la legge, che non può essere ignorata.

L’indagine è separata dalle varie prove, vociferate da Google, nella quale Google sembra impegnata illegalmente in pratiche di monopolizzazione.

L’FTC e ed un sottocomitato della Casa Bianca, sono sotto indagine per aver condotto pratiche anti concorrenza tra i maggiori colossi americani e, la scorsa settimana, gli esecutivi di Facebook, Google, Apple e Amazon, dovranno testimoniare prima del Congresso.

La U.S. Federal Trade Commission ha votato per l’approvazione di un pagamento, che Facebook, il colosso americano, social network di Mark Zuckerberg, nella quale Facebook dovrà pagare una maxi-multa da 5 miliardi di dollari per lo scandalo legato alla privacy, su Cambridge Analytica.

Foto: Cambridge Analytica

Foto: Cambridge Analytica

La questione è stata spostata verso la divisione civile del Dipartimento di Giustizia e non è ben chiaro quanto tempo servirà per finalizzare la questione. I controlli del Dipartimento di Giustizia sono parte delle procedure della FTC (Federal Trade Commission), ma solitamente il risultato di una decisione presa della FTC.

La soluzione includerà altre restrizioni governative su come Facebook tratta la privacy degli utenti. I termini aggiuntivi dell’accordo non potranno essere appresi nell’immediato.

Lo scandalo riguarda i dati l’azienda Cambridge Analytica, dove venivano memorizzati i dati di decine di milioni di utenti Facebook, senza il loro consenso, per la creazione di annunci politici mirati, durante le campagna del 2016.

Foto: Facebook

Foto: Facebook

La raccolta dei dati arriva tramite un’applicazione chiamata “This is your Digital Life” che tradotto significa “Questa è la tua vita digitale”, nella quale richiedeva agli utenti di completare il sondaggio per un uso accademico. In realtà, i permessi delle applicazioni permettevano di raccogliere le informazioni personali, non solo degli utenti Facebook che hanno compilato il sondaggio, ma anche degli amici.

Facebook ha rinnovato le pratiche sulla privacy, in funzione dello scandalo, ma l’azienda è tutt’ora sotto indagine, le autorità di regolamento su molteplici problemi di sicurezza e hanno segnato un significativo momento di sforzi per aumentare la consapevolezza sulla privacy digitale.

Facebook Libra - Libra Association

A Ginevra, in Svizzera, si trova la sede della Libra Association, un’organizzazione indipendente e non profit.

L’obiettivo è quello di sostenere la community open source, per creare un ecosistema di servizi e prodotti finanziari innovativi, mantenendo la blockchain, che avrà il compito di validazione delle transazioni e di gestire gli asset, raccolti nella Libra Reserve, in modo da garantire valore costante alla moneta, stablecoin.

Facebook Libra - Libra Association

Facebook Libra – Libra Association

The Libra Association e i membri

I membri, per la The Libra Association sono 28. I 28 membri, che fin da subito hanno aderito al progetto Libra. Alcuni membri sono già stati anticipati nei giorni scorsi, dalle varie indiscrezioni circolate in Rete. Le aziende, che hanno aderito, i Founding Members, così definite, per aver scelto di sostenere l’idea, fungeranno anche da nodi della blockchain, elencati e suddivisi per categoria, di seguito.

Facebook Libra

Facebook Libra

Pagamenti

L’ambizione del progetto, è quella di “trasformare l’economia globale”, è di essenziale importanza per il progetto Libra, che è supportata da realtà che già operano nel settore finanziario e sulla gestione dei pagamenti.

Pagamenti

Pagamenti

  • MasterCard
  • PayPal
  • PayU
  • Stripe
  • Visa

 

Tecnologia e Marketplace

Facebook Libra non ha il solo scopo per lo scambio di denaro peer-to-peer (da utente a utente), ma anche il supporto per gli acquisti nei negozi fisici e online, che è di vitale importanza per spingere gli utenti all’adozione di Facebook Libra.

Lo scopo è quindi di spingere gli utenti all’adozione e all’utilizzo. Il coinvolgimento di piattaforme come eBay, Lyft, Uber e tante altre (elencate di seguito). In questo gruppo c’è anche Calibra, creata appositamente da Facebook, che al debutto della moneta offrirà agli utenti un e-wallet per la sua gestione.

Tecnologie

Tecnologie

  • Booking Holdings
  • eBay
  • Facebook Calibra
  • Farfetch
  • Lyft
  • Mercado Pago
  • Spotify
  • Uber

Telecomunicazioni

I due primi partner anche operatori nell’ambito delle telecomunicazioni, entrambi attivi nel nostro paese, sono Iliad e Vodafone. Possiamo intuire che verrà integrata una forma di utilizzo della cripto valuta, forse finalizzata all’acquisto del credito da associare alla propria utenza.

Telecomunicazioni

Telecomunicazioni

  • Iliad
  • Vodafone

Blockchain

Come per ogni altra moneta virtuale, anche Libra avrà le sue transazioni validate dai nodi di una blockchain. La presenza tra i Founding Members di società attive nell’ambito, è praticamente scontata.

Blockchain

Blockchain

  • Anchorage
  • BisonTrails
  • Coinbase
  • Xapo

Venture capital

La Libra, sarà anche una stablecoin, con valore ancorato agli asset e beni reali. Le società specializzate, coinvolte nell’iniziativa e nella gestione del capitale, come:

Venture Capital

Venture Capital

  • Andreessen Horowitz
  • Breakthrough Initiatives
  • Ribbit Capital
  • Thrive Capital
  • Union Square Ventures

Organizzazioni non-profit, multilaterali e istituzioni accademiche

Infine, tra i partner, figurano realtà non profit, tra cui quelle attive negli ambiti del microcredito e degli aiuti umanitari.

Organizzazioni non profit e multilaterali

Organizzazioni non profit e multilaterali

  • Creative Destruction Lab
  • Kiva
  • Mercy Corps
  • Women’s World Banking
Facebook Libra

Facebook, dopo una lunga serie di problemi legati alla Privacy e sicurezza, dove l’azienda doveva e deve mantenere i dati degli utenti più al sicuro e gestirli in modo più rispettoso: ora arriva una novità, Facebook Libra e il nuovo portafoglio digitale Facebook Calibra.

Facebook Libra

Facebook Libra

Questi sono i mattoni fondamentali dalla piattaforma di pagamenti digitali di Mark Zuckerberg, composta dalla cripto valuta (Facebook Libra) e, abbinata con l’app per iPhone e Android, Facebook Calibra.

Facebook, per assicurare la stabilità di questa nuova cripto valuta, ha annunciato anche la fondazione della Libra Association.

Facebook Calibra

Facebook Calibra

Le società fondatrici sono 28: oltre a Facebook ci sono anche colossi della finanza come Visa, MasterCard, Andresessen Horowitz e tanti altri, come anche, per i colossi del web, come PayPal, eBay, Uber e tanti altri. L’obiettivo è quello di arrivare a 200 società, anche per garantire l’indipendenza della piattaforma da Facebook.

Facebook Calibra

Grazie al portafoglio Facebook Calibra, si potranno effettuare acquisti e trasferimenti di denaro, tramite le applicazioni, come: Facebook Messenger e WhatsApp, ma non sarà possibile, per ora, su Instagram. Il costo delle operazioni, per la maggior parte non avrà costo, per l’utente finale, mentre, per esempio il trasferimento di denaro all’estero, potrebbe essere di pochi centesimi, contro altre percentuali, che potrebbero arrivare fino al 7% e oltre l’importo totale, tramite i sistemi bancari tradizionali.

Sen Warren

La Senatrice Elizabeth Warren, che è in corsa per le presidenziali del 2020 come candidato democratico, vorrebbe apportare dei cambiamenti Strutturali all’interno del settore tecnologico, al fine di promuovere una maggiore concorrenza.

La Senatrice Warren ha condiviso più dettagli sul perché vorrebbe fare questa cosa.

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La proposta di Warren è quella di avviare un persorso per ripristinare la competizione che c’è nel settore tecnologico, in due fasi principali. La prima è una legislazione che richieda ai Big Tech che vengano considerate come “Platform Utilities”, separate da qualsiasi titolo della partecipante sulla rispettiva piattaforma.

La prima proposta influirebbe direttamente su Apple, visto che l’App Store diventerebbe una Platform Utilities e non consentirebbe ad Apple di pubblicare app di prime parti.

In poche parole, Apple dovrebbe scegliere tra la gestione dell’App Store o tra la realizzazione e la distribuzione delle proprie app. Ovviamente tale legge colpirebbe anche gli altri Big della tecnologia, come Amazon, con il suo Marketplace e Google con il Play Store.

La seconda proposta invece, l’amministrazione Warren nominerebbe dei regolatori impegnati a limitare le fusioni tecnologiche anticoncorrenziali.  La senatrice sostiene che eliminare tali fusioni promuoverebbe una sana concorrenza nel mercato e migliorerebbe la qualità dei prodotti. In basso, le parole della senatrice:

Ecco cosa non cambierà: sarai ancora in grado di andare su Google e cercare come fare qualcosa. Sarai comunque in grado di andare su Amazon e trovare 30 diverse macchine da caffè che potrai ricevere a casa tua in due giorni. Sarai comunque in grado di andare su Facebook e vedere cosa sta facendo il tuo vecchio amico di scuola.

Ecco cosa cambierà: le piccole imprese avrebbero la possibilità di vendere i loro prodotti su Amazon senza il timore che Amazon le faccia chiudere. Google non potrà più soffocare i concorrenti abbassando i prezzi dei loro prodotti su Ricerca Google. Facebook dovrebbe affrontare la pressione reale di Instagram e WhatsApp per migliorare l’esperienza utente e proteggere la nostra privacy. Gli imprenditori tecnologici avrebbero una possibilità di combattere contro i giganti della tecnologia.

La senatrice Elizabeth Warren concorrerà alle primarie dei democratici. Una sua vittoria potrebbe cambiare il Mondo tecnologico negli Stati Uniti.

Se ultimamente hai ricevuto pubblicità in base alla posizione in cui ti trovi e hai tutte le impostazioni sulla posizione disabilitate, allora dovrai pensare che Facebook stà “giocando sporco”, nel senso che Facebook utilizza informazioni come il tuo indirizzo IP per determinare la posizione e mandarti pubblicità mirate.

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Foto: Facebook

Quanto riferito dall’articolo sul sito Medium, condiviso da Aleksandra Korolova, assistente del professore di Computer Science presso la USC.

Korolova ha notato che gli arrivano pubblicità su Facebook, in base alla posizione in cui lei si trova, anche con tutte le impostazioni sulla localizzazione disabilitate.

Tuttavia, Facebook mi mostra pubblicità mirate a “persone che vivono vicino a Santa Monica” (Il luogo dove vivo) o “persone che vivono vicino a Los Angeles” (Il luogo dove lavoro). Inoltre, ho notato che, dove mi sposto per viaggi di lavoro o personali, Facebook continua a tenere traccia della mia posizione e la usa per mandarmi pubblicità: un viaggio al Glacier National Park, è risultata una pubblicità sul pesce bianco, Montana, un viaggio a Cambridge — in una pubblicità per il business, e una visita a Herzeliya, Israele.

Come Facebook spiega sulla sua pagina delle pubblicità, Facebook Ads colleziona dati basati sulla posizione su “dove ti connetti ad Internet” e “dove usi il tuo telefono”, aka i dati quali gli indirizzi IP, Wi-Fi e Bluetooth. Quanto Korolova sottolinea, Facebook non spiega che, disabilitando tutti i servizi di localizzazione, non impedirà a Facebook di “fare di tutto per ottenere e utilizzare i dati sulla posizione per la pubblicità”.

Facebook non rende segreto che sta usando gli indirizzi IP e altre informazioni per le pubblicità mirate, ma molte persone, probabilmente, non sono consapevoli che la loro posizione viene tracciata per ottenere e usare i dati della posizione per le pubblicità.

korolova sostiene che Facebook, deve fare di meglio, perché, i luoghi che visitano o dove vivono le persone, possono rilevare molte informazioni riguardo la persona, e queste informazioni che qualsiasi inserzionista Facebook può trarne vantaggio tramite le pubblicità. Facebook dovrebbe fornire degli strumenti “rilevanti” sulle informazioni di posizione che collezzioniamo, invece di disabilitare i servizi di localizzazione che attualmente non hanno alcun senso, perché i dati sulla posizione continuano comunque a collezionare vari dati, tramite l’indirizzo IP.

In una dichiarazione fornita a Gizmodo, Facebook ha confermato che non usa le informazioni tramite indirizzo IP per gli scopi di tracciamento della posizione e che non c’è alcun modo di disabilitare del tutto, il tracciamento della posizione.

“Non c’è alcun modo, per le persone, di uscire del tutto, dall’utilizzo della posizione per le pubblicità,” un portavoce di facebook ha riferito a Gizmodo. “Utilizziamo la posizione a livello di codice zip o città nel quale collezioniamo gli indirizzi IP e altre informazioni tale come i check-in e la città corrente del proprio profilo per garantire che stiamo fornendo alle persone un buon servizio — ci assicuriamo che gli utenti vedano Facebook nella lingua giusta per garantire the vengano mostrati gli eventi in zona e le pubblicità per le imprese locali.”

Se utilizzi Facebook, non c’è alcun modo di impedire il tracciamento della tua posizione, ad eccezione che non usi o voglia usare una VPN ogni volta. Uscire da Facebook e rimuovere l’app del tutto è il solo modo per assicurarsi che il sito non ti tracci, e anche allora, Facebook ha dei “profili ombra – Shadow Profiles” con i dati sulle persone che non hanno mai usato i social network.

Fonte: Medium