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Tim Cook è stato apparentemente considerato come vice presidente per la Hillary Clinton, secondo una nuova email rilasciata da WikiLeaks.

Scritto dalla campagna della Clinton, il presidente John Podesta, l’email include un numero di profili alti, di nomi, propagati come candidati vice presidenziali, includendo il co-fondatore della Microsoft Bill Gates e l’ex candidato democratico presidenziale Bernie Sanders.

L’email prende la forma di essenzialità, una lunga lista di nomi, con una nota, “prima taglio di persone da considerare VP (Vice Presidenti).”. Non è ben conosciuto quanto Tim Cook verrà considerato, ma è un forte supporto della Clinton durante la sua campagna.

L’ultimo mese, si è unito con il fondo della Hillary per ospitare una raccolta fondi, con biglietti che vanno a costare sui 50,000$. Cook è stato politicamente molto coinvolto durante questo tempo come CEO Apple, in un modo che mai è stato visto da John Sculley come esecutore CEO alla Apple. E’ interesstante notare che Sculley era stato considerato un vice presidente della Clinton (Bill Clinton, in questa istanza!), ma da quanto riferito, eliminato perché era stato due volte divorziato.

Mentre la Apple non ha ufficialmente supportato altri party durante questi anni di cicli di elezioni (attraverso questo non una pubblica caduta con Donald Trump sulla politica della privacy), l’azienda ha dato alla Clinton un tempo di trasmissione su Apple Music con l’esclusiva intervista con Mary J. Blige, disponibile per i soli iscritti.

Risulta molto interessante però, che non è la prima volta che il nome di Cook sia stato notato nella recente rivelazione su WikiLeaks a riguardo della Clinton. Nel precente messaggio evidenziato dall’analisi Apple Philip Elmer-DeWitt, Cook si era incontrato con lo staff della Clinton lo scorso anno.

L’email è stata riportata in basso. I nomi menzionati includono Podesta, il formatore esecutivo della Google e l’attuale CTO della Clinton Stephanie Hannon, capo della raccolta fondi Lindsay Roitman, e Erika Rottenberg, consiglere generale di LinkedIn.

 

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Fonte: WikiLeaks